Il progetto azione “Migrazione e territorio” nasce dall’idea di far luce su un nuovo crescente fenomeno che coinvolgeva da qualche anno il dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda “Carlo Poma” di Mantova.
Nel 2012 stavo svolgendo il tirocinio formativo per la scuola di specializzazione in psicoterapia transculturale della Fondazione Cecchini Pace di Milano presso il CPS e il reparto SPDC di Mantova.
La sensibilità della Dott.ssa Genovese, all’epoca in servizio presso il Centro Psico Sociale di Mantova e mia tutor, la porta ad evidenziare la crescente afferenza presso il servizio ambulatoriale, il reparto psichiatrico e il pronto soccorso dell’ospedale di persone di origine straniera con problemi psichici.
Le nostre riflessioni in proposito ci fanno maturare la necessità e in seguito l’idea di approfondire il fenomeno del disagio mentale all’interno del processo migratorio.
Solo qualche anno prima questa realtà era assai limitata nei numeri, ma all’epoca la popolazione straniera residente era in forte crescita in tutto il territorio mantovano e in particolar modo nel capoluogo. Alla crescita sul territorio coincise presto una crescita degli accessi di questa popolazione. Si iniziò progressivamente a notare una particolare espressività sintomatologica di questi pazienti, si impattò con i problemi comunicativi che presentarono e si registrò infine la particolare difficoltà a perseguire obiettivi curativi e terapeutici continuativi: questi pazienti dimostravano tenace resistenza agli sforzi del servizio di sviluppare una buona compliance terapeutica. Inoltre con il passare dei mesi si osservò come alcune nazionalità fossero ben rappresentate dagli afferenti di origine straniera, ad esempio pazienti rumeni o brasiliane, ma altri non erano mai stati registrati, ad esempio i cinesi.
Da queste osservazioni soggettive nacque l’esigenza di capire se le impressioni fossero effettivamente fondate su dei dati di realtà, così si sviluppò la ricerca “Migranti e psichiatria”.
L’accertamento di una situazione nuova, di crisi e quindi uno stimolo su cui poter elaborare un pensiero di intervento per rendere performante, moderno e di avanguardia il servizio pubblico a fronte di una nuova sfida professionale.
La possibilità di poter procedere su questo terreno si è configurata nel 2016 grazie all’aiuto e alla sensibilità della Associazione di promozione sociale Millementi di Suzzara e allo sforzo della Tavola Valdese di Roma che hanno supportato e finanziato il progetto “Migrazione e territorio”. Nei 4 anni che sono intercorsi tra la prima ricerca e il conseguente progetto di intervento molte energie sono state spese per cercare di promuovere l’idea, non da tutti condivisa, di guardare al futuro con coraggio e curiosità, e al presente con la necessaria consapevolezza etica di chi si occupa di salute per tutti.
Questa prima ricerca su “Migrazione e territorio” si è conclusa nell’Agosto del 2017. I dati e le riflessioni in termini etnoclici che ho raccolto sono riportate in “Migrazione e territorio, prove tecniche di trasmissione.”