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Programmi di sostegno psicologico in caso di dipendenze

(Alcol, gioco, sostanze stupefacenti, altro).

I servizi per le dipendenze hanno sostituito i vecchi servizi per le tossicodipendenze, alla base del cambiamento c’è la consapevolezza che oggigiorno le dipendenze problematiche non si instaurino solo con la sostanza psicotropa, ma coinvolgano anche altri modelli di comportamento distruttivo e compulsivo, come ad esempio il gioco d’azzardo.

La dipendenza si può definire problematica seguendo due linee interpretative del fenomeno che possiamo denominare le linee della distruttività e della compulsività.
La distruttività identifica i risultati a lungo termine del protrarsi del comportamento.
Quello che lo psicologo è chiamato a fare non è confezionare un giudizio morale sull’atto, bensì aiutare la persona a valutare con lucidità i risultati che la dipendenza ha portato alla sua vita.

La dipendenza infatti è qualcosa che identifica l’essere umano come animale sociale e quindi di per sé non negativa, ma imprescindibile.

Il problema può sussistere quando la persona instaura relazioni e comportamenti che nel tempo provocano un logoramento delle relazioni, dei legami affettivi, della situazione lavorativa, dell’autonomia economica, delle condizioni abitative e, nei casi più gravi, arriva ad insidiare la propria vita.
Ho scritto che in questi casi “può sussistere un problema” in quanto la problematicità della dipendenza non è legata solo alla linea della distruttività, ma anche a quella della compusività.
Compulsività significa eseguire un determinato comportamento ripetitivamente e senza riconoscere un controllo su di esso.

Il risultato è che la persona per qualche motivo è portata ad agire contro sé stessa e suo malgrado non riesce ad interrompere tale azione distruttiva. Lo psicologo interviene quindi, come abbiamo detto, non per fornire giudizi morali sull’atto e non è tenuto nemmeno a valutare la situazione di distruttività come un problema.

Il problema prende veramente corpo quando si riconosce la non padronanza del paziente sulla propria condotta quotidiana che lo riporta, malgrado qualche futile resistenza, al comportamento distruttivo.