Affrontare una sintetica elaborazione del disturbo bordeline in poche semplici righe è estremamente difficile, perché si tratta di una condizione difficilmente descrivibile in termini di “come sia una persona bordeline” e di che cosa soffra. Infatti solitamente nelle clinica psicologica è borderline colui che “non è” né folle, né pressoché sano ed equilibrato (nevrotico). La parola stessa ce lo lascia intuire: è una parola inglese borderline che significa linea di confine: tra la pseudo normalità e la follia.
Tuttavia ho scelto di scrivere riguardo questo argomento, perché è una condizione di disagio molto frequente attualmente all’interno della popolazione che soffre di disturbi psicologici.
Intanto iniziamo con il dire che il disturbo borderline non è caratterizzato da una emozione precisa come la tristezza nella depressione o l’ansia nei diversi disturbi d’ansia. La condizione borderline è una struttura di personalità, ovvero un “carattere” che conduce spesso la persona a provare, durante le diverse situazioni della vita, sentimenti negativi di disadattamento, angoscia, rabbia, frustrazione, incomprensione e vergogna.
Alcune conseguenze di comportamento a questi sentimenti tanto negativi e intensi portano la persona bordeline a comportamenti di:
La nostra società fluida negli schemi e nei valori comportamentali, altamente individualizzante e competitiva ha comportato un sensibile aumento nella frequenza di questi stati emotivi e comportamentali. Sia che si tratti di una fase di passaggio, sia che si protragga nell’età è importante e molto utile farsi aiutare da uno specialista psicologo psicoterapeuta che con un percorso di conoscenza e maturazione affettiva potrà dare la possibilità alla persona di vivere le relazioni umane e le sfide della vita in maniera più positiva.